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  <title>Land of Darkness</title>
  <link>http://marco52.mastertopforum.net/index.php</link>
  <description>Di tutto e di più di tutto</description>
  <language>italian</language>
  <copyright>(c) Copyright 2005 by Land of Darkness</copyright>
  <managingEditor>land.of.darkness@email.it</managingEditor>
  <webMaster>land.of.darkness@email.it</webMaster>
  <pubDate>23 Mag 2012 03:23:09</pubDate>
  <lastBuildDate>23 Mag 2012 03:23:09</lastBuildDate>
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    <title>Land of Darkness</title>
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    <description>Di tutto e di più di tutto</description>
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                                        <title>E' TUTTO GRASSO CHE VOLA di DANIELE RACO</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=333#333</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=5'&gt;Lady D&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 09 Mar 2012 19:22:08&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Un libro che centra pienamente il suo obiettivo, un monologo brillante pensato per strappare risate e che si legge col sorriso stampato sulle labbra. &lt;br /&gt;
102 pagine di ironico sfogo ottimistico/pessimistico di una persona “sovrappeso” in cui proponimenti positivi e propositivi si mescolano a falsi sensi di colpa… &lt;br /&gt;
Eh sì perché l’autore sembra starci  proprio comodo nel suo essere “cicciottello”, senza particolari problemi.&lt;br /&gt;
Semmai l’ho visto come un tributo alla moglie, la reale “vittima” della situazione. Immagino per lei si sia infranto ormai il mito del Principe Azzurro. La Anto della mia generazione da adolescente se lo immaginava in calzamaglia e cappello di piume, quella della generazione attuale invece lo vede in aderente giubbottino di pelle  e jeans attillatissimi da far sognare misteri nascosti. La nostra Anto invece, la santa e paziente donna, pare debba destreggiarsi tra abbracci sempre più corti e amplessi difficili da gestire per fantasia e capacità di movimenti limitati.&lt;br /&gt;
Che dire poi del danno alla mansione più creativa per una donna… la cucina. La cuoca è ormai colpita nella fantasia e nel piacere di svolgere questo compito… da mettere da parte.&lt;br /&gt;
Pagine di considerazione per lei quasi un chiedere scusa per queste “limitazioni” e sicuramente un ringraziamento per il suo amore e dedizione. &lt;br /&gt;
Perché la donna di un “cicciottello” ama incondizionatamente… nonostante tutto!.</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=333#333</comments>
                                        <author>Lady D</author>
                                        <pubDate>09 Mar 2012 19:22:08</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=333#333</guid>
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                                      <item>
                                        <title>CHI ERANO I GLADIATORI</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=332#332</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=19'&gt;Talos&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 03 Mar 2012 17:40:21&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Diventare gladiatori si poteva anche scegliere... Dal primo secolo a.C., oltre ai prigionieri di guerra, un gran numero di schiavi colpevoli di gravissimi delitti furono costretti a diventare gladiatori.&lt;br /&gt;
Avevano l’obbligo di entrare in una scuola di gladiatori e nella maggior parte dei casi rimandavano la loro pena di morte ma avevano anche la possibilità di riabilitarsi.&lt;br /&gt;
Alcuni gladiatori riuscirono a riconquistare un posto nella società combattendo nell’arena e dimostrando coraggio e bravura con prestazioni che catturavano l’approvazione degli spettatori.&lt;br /&gt;
Per alcuni schiavi la prospettiva era peggiore; alcuni venivano condannati alla morte per mezzo di bestie feroci (ad bestias). Anche i cittadini che commettevano gravissimi reati potevano essere condannati alla morte atroce nell’arena, per mezzo della spada (ad gladium) e per altri schiavi c’era la morte ancora più tragica, per crocifissione (crucifixio).&lt;br /&gt;
La maggiorparte dei gladiatori, quindi, erano costretti in questo ruolo ma non mancavano gli uomini liberi che si presentavano volontariamente perché affascinati dal rischio e dalla violenza.&lt;br /&gt;
Questi uomini stipulavano un contratto che durava per un certo periodo ed entravano nelle scuole dei gladiatori per prepararsi ai combattimenti.&lt;br /&gt;
Molti lo facevano per denaro, altri perché attratti dalle forti emozioni che si subivano durante i combattimenti, altri per lasciarsi alle spalle uno stato di grande povertà che gli rendeva molto difficile vivere e trovarsi una collocazione dignitosa nella società.&lt;br /&gt;
La maggiorparte dei cittadini liberi che si arruolavano erano militari in congedo che dopo essere stati sottoposti a tanta violenza non riuscivano più ad integrarsi nella normale vita cittadina.&lt;br /&gt;
Capitava anche che nell’arena combattessero come volontari i figli di cavalieri e senatori, magari per una sola volta e con armi meno pericolose, probabilmente lo facevano per dimostrare qualcosa o per cambiare in qualche modo la propria vita.&lt;br /&gt;
Combatterono nell’arena anche certi aristocratici senza seguire gli addestramenti delle scuole dei galdiatori. Senatori e Cavalieri diventavano momentaneamente gladiatori per divertimento o perché costretti dall’Imperatore che voleva far pagare loro qualcosa.&lt;br /&gt;
Pare che anche gli stessi imperatori non resistevano al fascino del combattimento nel Colosseo.&lt;br /&gt;
Alcuni di loro come Tito, Adriano, Caligola e il famoso Commodo che vestiva regolarmente i panni del gladiatore si esibirono nell’arena.&lt;br /&gt;
Per Commodo pare fosse un vero e proprio hobby, una sorta di gioco e divertimento ed è chiaro che nessun gladiatore avrebbe mai osato far del male al proprio imperatore...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.imperoeconomico.it/wp-content/gallery/post-img/jean-leon_gerome_pollice_verso_0.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
dipinto di Jean Leon Gerome &quot;Pollice verso&quot;</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=332#332</comments>
                                        <author>Talos</author>
                                        <pubDate>03 Mar 2012 17:40:21</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=332#332</guid>
                                      </item>
                                      <item>
                                        <title>SBIRCIANDO QUA E LA'</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=331#331</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=2'&gt;marco52&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 18 Feb 2012 17:43:40&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Mi spiace arrivare così in ritardo a rispondere ad un così gratificante messaggio, ma ultimamente ho avuto un pò di problemi da sbrigare e ho trascurato un pò &quot;Land of Darkness&quot; anche perchè come tu stesso hai sottolineato, diciamo che è un pò disertato dagli iscritti. Sono io a dover ringraziare voi per il ragguardevole contributo dato al forum, alle signore per le ricette e le recensioni di libri e spettacoli, i viaggi ecc ecc, a te per il magnifico contributo storico (sono appassionato anche io di storia) e tutti in generale! Darkness... è una storia lunga spiegare come mai il forum è titolato così, sicuramente s'è capito, che è riferito non all'oscurità vera e propria ma al lottatore, e sarà compito del moderatore di questo forum un giorno raccontarla se mai vorrà farlo. Non sono cattivo con lui, come tu dici, è vero, mi ha dato molto, ma sono semplicemente realista, Darkness è storia passata, ha dato, ha ricevuto, è terminato. Talos ti sono davvero grato per il contributo che dai al forum e per i complimenti che hai fatto. Chiedo ancora scusa per il grande ritardo con cui ho risposto e cercherò di essere più presente per il futuro augurandomi che anche tutti gli altri utenti diventino più assidui.&lt;br /&gt;
Per chi non sapesse ho detto &lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;&quot;Talos lo zoppo&quot;&lt;/span&gt; perchè il personaggio del libro di Valerio Massimo Manfredi &quot;Lo scudo di Talos&quot; è la storia di un ragazzo nato spartano ma con un difetto che lo rendeva claudicante, e per questo abbandonato dai genitori, ma salvato da un ilota e cresciuto come tale.&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt; Talos, sicuramente tu tornerai con esso &lt;/span&gt;  &lt;img src=&quot;custom-templates/marco52/subSilver/images/smiles/icon_wink.gif&quot; alt=&quot;Wink&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=331#331</comments>
                                        <author>marco52</author>
                                        <pubDate>18 Feb 2012 17:43:40</pubDate>
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                                      <item>
                                        <title>HORSEMANSHIP</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=330#330</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=3'&gt;Cheyenne&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 14 Feb 2012 22:01:33&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Beh sinceramente io non faccio equitazione perchè ho avute delle brutte esperienze e ho preferito lasciare perdere.. Però non ho mai rinunciato alla mia passione. Preferisco sicuramente la monta americana perchè la trovo più amichevole.. più alla americana, come forse sono io. Un'altra cosa che preferisco è il rapporto tra cavallo e umano: non mi piace quando devi andare ad una lezione e monti un cavallo che ti hanno dato loro del quale sai a malapena il nome. E' molto più bello avere più conoscenza del &quot;tuo&quot; cavallo e creare con lui una storia.. una storia lunga una vita o soltanto qualche mese o qualche anno. Sicuramente ci sono più emozioni..&lt;br /&gt;
Ps: Qualche volta si deve perdere nella vita, però credo che la vita stessa e il passar del tempo ti dia la possibilità di riprendere l'esperienze passate, anche solo per un giro in giostra..</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=330#330</comments>
                                        <author>Cheyenne</author>
                                        <pubDate>14 Feb 2012 22:01:33</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=330#330</guid>
                                      </item>
                                      <item>
                                        <title>PRIMI</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=328#328</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=4'&gt;La Zia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 14 Feb 2012 16:04:47&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;span style=&quot;font-size: 18px; line-height: normal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;RISOTTO ALLA ZUCCA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ingredienti per 2 persone:&lt;br /&gt;
Zucca: 300 gr &lt;br /&gt;
Scalogno: 1 &lt;br /&gt;
Brodo: 1 l &lt;br /&gt;
Olio: 1 cucchiaio &lt;br /&gt;
Vino bianco: 100 ml &lt;br /&gt;
Riso: 160 gr &lt;br /&gt;
Prezzemolo: q. b.&lt;br /&gt;
Parmigiano: 20 gr. &lt;br /&gt;
Preparazione:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lavare la zucca sotto acqua fresca corrente e tagliarla a metà. Eliminare i semi e i filamenti aiutandosi con un cucchiaio. Tagliarla a pezzetti e sbucciarla. Dai pezzetti ricavati ottenere dei cubetti di un centimetro di lato. Spellare lo scalogno e tritarlo finemente. Scaldare il brodo.&lt;br /&gt;
Mettere in una pentola da minestra l’olio, lo scalogno tritato e farlo dolcemente dorare. Unire la zucca, un pizzico di sale,il prezzemolo, mescolare e far insaporire per un paio di minuti su fiamma vivace. Unire il vino bianco, mescolare e far evaporare. Aggiungere il riso e farlo tostare un minuto. &lt;br /&gt;
Unire 3-4 mestoli di brodo bollente e impostare il timer secondo i minuti di cottura del tipo di riso che si sta usando (solitamente 15-18 minuti). Continuare unendo il brodo man mano che viene assorbito, mescolando di tanto in tanto, senza lasciare che il composto si asciughi troppo, altrimenti cuocerebbe male ed in modo discontinuo. A fine cottura unire il parmigiano grattugiato.&lt;/span&gt;</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=328#328</comments>
                                        <author>La Zia</author>
                                        <pubDate>14 Feb 2012 16:04:47</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=328#328</guid>
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                                      <item>
                                        <title>TEATRO</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=326#326</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=5'&gt;Lady D&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 09 Feb 2012 16:40:57&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Marina Massironi in&lt;br /&gt;
LA DONNA CHE SBATTEVA NELLE PORTE (di Roddy Doyle)&lt;br /&gt;
regia: Giorgio Gallione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eravamo abituati a vederla recitare in teatro col Aldo, Giovanni e Giacomo. Attrice brillante, comica, Marina Massironi ha dato invece in questo lavoro prova di bravura in una parte difficile, drammatica, piena di contenuti e aspetti profondi. &lt;br /&gt;
“La donna che sbatteva nelle porte” è tratto dal libro di Roddy Doyle e narra la storia di Paula, una donna ormai destinata a vivere nella sua realtà di alcolista cui gli eventi l’hanno condotta.&lt;br /&gt;
Un monologo di un’ora e mezza, un crescendo di emozioni fatto di ripetuti flashback, dal ricordo dai toni leggeri di episodi della sua adolescenza, al racconto drammatico del suo amore, così bello e passionale all’inizio che si traduce presto però in una triste esistenza quotidiana; la sua è una lotta per sopravvivere nella difesa della sua persona e dell’incolumità dei figli. Lotta Paula, di continuo; il suo racconto si tramuta in un urlo contro le violenze che deve subire fino alla consapevolezza della sua voglia di riscatto che le dà la forza di scacciare l’uomo, il bruto, artefice del suo dolore seppur tanto amato. &lt;br /&gt;
Quel prato verdissimo, che lo scenografo Guido Fiorato, ha scelto per simboleggiare la verde Irlanda dove la vicenda si svolge, è sfondo comune in cui si consumano esistenze dolorose e drammatiche di tante donne violate, violentate, annullate, incapaci di risollevare le proprie condizioni. Donne che come Paula non  trovano risposta alla loro richiesta di aiuto; donne che urlano senza voce e che non riescono a far sentire il proprio BASTA!.&lt;br /&gt;
Un susseguirsi di differenti emozioni, dal sorriso alla commozione, dalla dolcezza ai toni più cupi altamente drammatici. &lt;br /&gt;
E alla fine gli applausi Marina… te li sei meritati proprio tutti!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.estense.com/wp-content/uploads/2011/12/massironi-ok.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=326#326</comments>
                                        <author>Lady D</author>
                                        <pubDate>09 Feb 2012 16:40:57</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=326#326</guid>
                                      </item>
                                      <item>
                                        <title>FILM - BRIGHT STAR</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=325#325</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=5'&gt;Lady D&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 04 Feb 2012 20:24:11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Bright Star di Jane Campion (2009) è un film bellissimo non solo per la bravura dei protagonisti (Ben Whishaw ed Abbie Cornish) e per la suggestiva ambientazione ma anche per la trama che soddisfa ampiamente gli appassionati di letteratura inglese, la breve vita di John Keats e del suo amore per Fanny Brawne. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella scena finale Fanny, affranta per la notizia della morte di John declama il sonetto Bright Star che dà appunto il titolo alla pellicola. Questo sonetto, che riporto con traduzione, è solo uno dei suoi scritti che hanno reso grande il  Movimento Romantico Inglese.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/_7sL8pd0-o1w/S9zKo0sOIuI/AAAAAAAAEgA/cnzvSNp9Nt8/s1600/bright-star-10.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bright Star&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bright star, would I were stedfast as thou art–&lt;br /&gt;
Not in lone splendour hung aloft the night&lt;br /&gt;
And watching, with eternal lids apart,&lt;br /&gt;
Like nature’s patient, sleepless Eremite,&lt;br /&gt;
The moving waters at their priestlike task&lt;br /&gt;
Of pure ablution round earth’s human shores,&lt;br /&gt;
Or gazing on the new soft-fallen mask&lt;br /&gt;
Of snow upon the mountains and the moors–&lt;br /&gt;
No–yet still stedfast, still unchangeable,&lt;br /&gt;
Pillow’d upon my fair love’s ripening breast,&lt;br /&gt;
To feel for ever its soft fall and swell,&lt;br /&gt;
Awake for ever in a sweet unrest,&lt;br /&gt;
Still, still to hear her tender-taken breath,&lt;br /&gt;
And so live ever–or else swoon to death.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stella Luminosa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fulgida stella, come tu lo sei&lt;br /&gt;
fermo foss'io, non in solingo&lt;br /&gt;
splendore alto sospeso nella notte&lt;br /&gt;
con rimosse le palpebre in eterno&lt;br /&gt;
a sorvegliare come paziente&lt;br /&gt;
ed insonne Romito di natura&lt;br /&gt;
le mobili acque in loro puro ufficio&lt;br /&gt;
sacerdotale di lavacro intorno&lt;br /&gt;
ai lidi umani della terra, oppure&lt;br /&gt;
guardar la molle maschera di neve&lt;br /&gt;
quando appena coprì monti e pianure.&lt;br /&gt;
No, eppure sempre fermo, sempre senza&lt;br /&gt;
mutamento sul vago seno in fiore&lt;br /&gt;
dell'amor mio, come guanciale; sempre&lt;br /&gt;
sentirne il su e giù soave d'onda, sempre&lt;br /&gt;
desto in un dolce eccitamento&lt;br /&gt;
a udire sempre sempre il suo respiro&lt;br /&gt;
attenuato, e così viver sempre sempre,&lt;br /&gt;
o se no, venir meno nella morte.</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=325#325</comments>
                                        <author>Lady D</author>
                                        <pubDate>04 Feb 2012 20:24:11</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=325#325</guid>
                                      </item>
                                      <item>
                                        <title>UTENSILI DA CUCINA</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=324#324</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=5'&gt;Lady D&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 03 Feb 2012 16:58:54&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Poco più di mezzora fa ero qui seduta al mio pc a lavorare e in preda ad un attacco di ribellione (e forse prossima ad un calo ipoglicemico) ho deciso di andare in cucina e preparare un dolce. Ho consultato il mio ricettario (quello della Bertolini, preziosissimo, che ho da anni…di quelli con le paginine ingiallite, con qualche macchia di caffè ormai datata che non va più via; sì, quello originale, con la faccetta sorridente e rassicurante di Maria Rosa dalle treccine bionde e fazzoletto rosso che ti dà i consigli per fare buoni dolci risparmiando… proprio quello…). Ho messo sulla tavola tutti gli ingredienti, ho messo in sequenza tutti gli ingredienti nel mixer e …. magia, il mio ciambellone è già nel forno a dorarsi e crescere. Evviva la tecnologia, che anche avendo a disposizione poco tempo ti fa realizzare i tuoi piatti preferiti senza doverci rinunciare. I piccoli elettrodomestici per cucina ormai sono elemento essenziale per donne e anche uomini con sempre meno tempo a disposizione ma che vogliono a tutti i costi evitare di rimanere ingabbiati nel vortice dei cibi pronti da scaldare e via. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma mentre mi rallegravo nel vedere le uova e zucchero amalgamarsi e montare in un battibaleno sotto le pale del mixer, un pensiero è corso a mia madre. L’ho vista, seduta alla sua seggiolina in cucina, battere per lunghi interminabili minuti i tuorli (anche una ventina alla volta) e lo zucchero per quei Pan di Spagna giganteschi che riusciva magistralmente a fare. E che dire degli albumi montati a neve fermissima armata solamente di due forchette, tanta forza di braccio e tanta passione per quel che faceva. Che tempi! E dire che non esisteva nemmeno la carta forno che ora ci evita di fare appiccicare i preparati alle pentole. Lei metteva un foglio di carta, quella del pane, in fondo alla pentola di alluminio tagliandola di diametro giusto e niente si attaccava, il dolce veniva via perfetto a fine cottura. I trucchi della nonna sempre preziosi e validi. Che nostalgia!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora gli albumi a neve fermissima ce li procura l’aggeggio con le fruste elettriche in pochi minuti e con il massimo risultato. Sicuramente ci sarà poca poesia…ma la cervicale ringrazia!</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=324#324</comments>
                                        <author>Lady D</author>
                                        <pubDate>03 Feb 2012 16:58:54</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=324#324</guid>
                                      </item>
                                      <item>
                                        <title>ANTIPASTI</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=323#323</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=5'&gt;Lady D&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 03 Feb 2012 14:28:28&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      La cosa complicata per me...è sapere quando andare in pescheria a comprare pesce veramente fresco. A volte mi viene in mente di cucinare che so...calamari e mi sento dire che non è tempo...ma quando è tempo giusto per acquistare pesci &quot;veri&quot; e non inteccheriti dal ghiaccio? Tu me lo sai dire?</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=323#323</comments>
                                        <author>Lady D</author>
                                        <pubDate>03 Feb 2012 14:28:28</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=323#323</guid>
                                      </item>
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                                        <title>Darkness e KK</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=318#318</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=2'&gt;marco52&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 01 Feb 2012 09:44:58&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Darkness ha fatto un bellissimo regalo a KK... &lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;e finalmente si è tolto dalle balle!!&lt;/span&gt;  &lt;img src=&quot;custom-templates/marco52/subSilver/images/smiles/icon_twisted.gif&quot; alt=&quot;Twisted Evil&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=318#318</comments>
                                        <author>marco52</author>
                                        <pubDate>01 Feb 2012 09:44:58</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=318#318</guid>
                                      </item>
                                      <item>
                                        <title>SECONDI</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=316#316</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=5'&gt;Lady D&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 31 Gen 2012 21:17:39&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Grazie. Penso infatti che della farina si possa fare a meno. Ho idea che  appesantisca un pò il piatto di per sè abbastanza condito. Proverò...</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=316#316</comments>
                                        <author>Lady D</author>
                                        <pubDate>31 Gen 2012 21:17:39</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=316#316</guid>
                                      </item>
                                      <item>
                                        <title>SICUREZZA 2</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=312#312</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=2'&gt;marco52&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 29 Gen 2012 11:34:24&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Nelle righe che seguiranno saranno trattati argomenti riguardanti le regole base per scendere in tutta sicurezza; vi esorto a leggerle con attenzione senza tralsciare l'argomento pensando di sapere già abbastanza. Questa parte è dedicata soprattutto a coloro che hanno poca esperienza in materia e che non sono mai stati seguiti da persone esperte di apnea.&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Questa pratica &lt;span style=&quot;text-decoration: underline&quot;&gt;NON&lt;/span&gt; deve essere sottovalutata&lt;/span&gt;: la pesca subacquea e l'apnea sono considerati pratiche estreme e pericolose, soprattutto se non si conoscono i principi base della sicurezza.&lt;br /&gt;
Ho dedicato parte del tempo e rielaborare i contenuti delle pagine che seguiranno cercando di rendere il più chiaro possibile quelle piccole nozioni base che possono salvaguardarvi da eventuali incidenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;SICUREZZA IN SUPERFICIE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In superficie, il peggior pericolo per il subacqueo è caratterizzato dalle barche. Soprattutto d'estate, quando il traffico marittimo è intenso, o quando c'è scarsa visibilità per nebbia o altro, il sub deve fare attenzione a non essere investito, nelle fasi di permanenza in superficie o, comunque, quando si trova a pelo d'acqua. Si leggono, di questi tempi, molti più casi di pescatori investiti da barche, piuttosto che di pescatori vittime di sincope o malessere.&lt;br /&gt;
Il modo migliore per evitare questo tipo di incidenti (che è comunque insufficiente) è l'utilizzo di un pallone di segnalazione, di colore rosso e bianco (con la scritta &quot;sub&quot;) oppure l'impiego di una bandiera, rossa con striscia obliqua bianca, da applicare alla nostra barca; in questo caso però dovremo rimanere nei paraggi di essa. Questi due metodi, che sono obbligatori per legge, sono comunque insufficienti; non bisogna mai credere che il pallone o la bandiera siano sinonimi di sicurezza. Basti pensare che ho, più volte, rischiato di essere falciato, nonostante l'uso del pallone di segnalazione e a volte del continuo supporto di conoscenti dal gommone, con regolamentare bandiera, che urlalvano a squarcia gola a coloro che puntavano decisamente verso di me. Penso che ormai qualunque segnale non servi più a nulla; infatti, invece che allontanare le barche, la boa o la bandiera diventano dei punti di riferimento nautici.&lt;br /&gt;
Colgo così l'occasione per esortare gli appassionati di pesca ad usare regolarmente uno dei due tipi di segnalazioni e mi appello ai naviganti, chiedendo loro di passare a largo di essi e di fare, comunque, attenzione anche quando si naviga lontani dalla costa, in quanto leggi inadeguate, che prendono piede sempre di più, costringono i pescatori subacquei a pescare piuttosto lontani dalla riva. Quando si è in superficie, poi, è necessario fare opportuna attenzione, in caso di forte vento, a non pescare troppo vicino agli scogli; onde anomale potrebbero, infatti, farci sbattere contro di essi. In ogni caso bisogna restare sempre all'erta! Non cè bisogno del vento per correre il rischio di essere travolti da un'onda... basta anche una grossa barca che passi anche molto lontano dalla costa. Mi è capitato una volta, in una giornata di mare calmo, di trovarmi a pesca in mezzo agli scogli (dove quelli meno affioranti distavano dalla superficie mezzo metro); d'un tratto ho sentito l'acqua ritirarsi fino a trovarmi a pochi centimetri da questi. Nel momento stesso in cui mi sono girato un'onda immensa si è abbatuta su di me, spostandomi la maschera dal viso e cappottandomi in mezzo agli scogli. Solo una buona dose di sangue freddo mi ha fatto uscire illeso da quella situazione; conoscevo a memoria ogni singolo scoglio di quel bassofondo e durante il cappottamento, ho fatto in modo di farmi pilotare il più lontano possibile dalle rocce più pericolose. Arrivarono poi altre quattro onde come quella, ma ormai ero fuori pericolo.&lt;br /&gt;
Ovviamenete quanto detto in precedenza sono solo degli accorgimenti base che ogni perscatore dovrebbe tenere in considerazione; ma spesso è più utile una qualche brutta esperienza risoltasi positivamente che, stampatasi nella mente, funga da campanello d'allarme quando serve.&lt;br /&gt;
Mi sento di dover aggiungere inoltre, e forse non dovrei poichè qualche lettore potrebbe inerpretare male questo suggerimento, di fare attenzione allo stesso pallone subacqueo; nella pesca qualunque tipo di attrezzatura che non sia finalizzata alla cattura della preda, diventa irrimediabilmente un impiccio maledetto; avrete notato che non esiste un video di pesca subacquea ove il pescatore usi il pallone: questo per una marea di motivi intuibli, legati innazitutto alla sagola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.apneamagazine.com/store/2_1539.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi pratica immersioni profonde non può certo portarsi dietro un pallone con una cima di 40 metri, sia perchè in superficie sarebbe totalmente inutile, sia per la pericolosità di eventuali ingarbugliamenti; ho saputo di persone che sono rimaste legate come salami addirittura in superficie, magari per l'emozione di aver sparato ad una grossa preda; altre considerazioni possono farsi in presenza di forte vento: spesso il pescatore subacqueo percorre grandi tratti in superficie col vento alle spalle per faticare di meno; in questo modo però il pallone, essendo più leggero, ci anticiperà sempre facendo scappare eventuali prede nascoste. Inoltre saranno inumerevoli le volte in cui le onde lo manderanno sopra qualche scoglio costringendoci a uscire dall'acqua.&lt;br /&gt;
Personalmente ho sempre usato il pallone; con i suoi pro e contro: spesso mi capita di dover cambiare la strategia di pesca in funzione di esso per i motivi suddetti. Il suo utilizzo comunque è fondamentale, soprattutto nel periodo estivo.&lt;br /&gt;
Aggiungo inoltre che chi utilizza il pallone, e questo è un parere personale, debba tenerlo sempre legato al manico del fucile: infatti in caso di emergenza potremo sempre mollare il fucile senza necessariamente perderlo; anche nel caso della cattura di un pelagico questa manovra può tornare utile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;SICUREZZA DURANTE L'APNEA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante l'apnea è importante mantenere la calma, la coscienza di se, tenendo sempre a mente quali sono i propri limiti.  Rileggendo la vecchia versione di questa pagina, mi sono accorto di quanto abbia trattato in maniera troppo scientifica e complessa la parte che riguardava la sincope; fresco di nuove nozioni cercherò nelle righe seguenti di semplificare l'argomento rendendolo il più chiaro possibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;LA SINCOPE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per l'appunto la sincope è il pericolo maggiore per il pescatore subacqueo (dopo le barche); questo fenomeno non è una malattia o un malessere improvviso: è essenzialmente un meccanismo di difesa che il nostro organismo attiva quando l'aria nei nostri polmoni comincia ad essere insufficiente e quindi c'è bisogno di ridurre al minimo le funzioni vitali per risparmiare ossigeno. Ora il pericolo di entrare in sincope c'è sempre; basarsi sulle nostre sensazioni è utile solo quando siamo capaci di interpretarle bene. Definiremo ora il concetto precedentemente detto di &quot;aria nei polmoni&quot; e del modo di capire quand'è che stiamo esagernado. Il nostro organismo può avvertirci quando arriviamo ad ua condizione di &quot;pericolo sincope&quot; tramite le famose contrazioni diaframmatiche. Spesso si pensa di sapere cosa sono, ma non si sa esattamente se le si ha mai avute oppure no: cos'è una contrazione diaframmatica? (immaginate che la pancia si contragga verso l'interno e che da fuori il movimento appaia come quello di una persona che abbia un brivido di freddo).&lt;br /&gt;
Il meccanismo della contrazione diaframmatica che funziona come campanello di allarme non è sempre infallibile, può incepparsi quando cadiamo nell'errore di adottare una respirazione non corretta; benchè possa sembrar strano, le contrazioni diaframmatiche non dipendono dalla quantità d'ossigeno presente nei polmoni, bensì, da quella dell'anidride carbonica. Quando la pressione parziale dell'anidride carbonica (cioè la percentuale di anidride carbonica all'interno dei nostri polmoni) raggiunge un determinato punto critico, l'organismo se ne accorge tramite dei chemiorecettori presenti all'interno dei polmoni, che monitorano costantemente i vari cambiamenti delle pressioni parziali, facendoci avere le contrazioni. Come dicevo questo meccanismo si inceppa soprattutto quando viene fatta un'iperventilazione prima dell'immersione: è fondamentale non iperventilare mai prima di un immersione (basta infatti qualche respiro profondo, con tempo di inspirazione lungo la metà di quello dell'espirazione). L'iperventilazione non fa altro che abbassare la pressione parziale dell'anidride carbonica (dandoci un falso e pericoloso senso di benessere) e quindi, durante l'apnea, questa comincerà a salire, mentre quella dell'ossigeno comincerà a scendere; se la percentuale della CO2 è troppo bassa all'inizio dell'immersione, la sua pressione parziale raggiungerà il punto critico di allarme troppo tardi, cioè quando la percentuale di ossigeno nei polmoni è già troppo bassa; per cui, mentre in una situazione normale la contrazione diaframmatica ci darebbe il tempo necessario per risalire, nel caso di una iperventilazione queste arriverebbero troppo in ritardo o addirittura dopo il sopraggiungimento della sincope.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non scenderò nei dettagli sui tipi di sincopi che possono verificarsi, al pescatore subacqueo e all'apneista in generale basta sapere queste poche cose dette sopra per prevenire la sincope più le altre qui di seguito. E' importante prevenire la sincope e in ogni caso cercare di ostacolarla anche in altri modi: uno molto importante è quello di scendere togliendosi il boccaglio dalla bocca; infatti quando sopraggiunge la sincope, la mandibola si serra, evitando l'entrata di acqua all'interno delle cavità polmonari: tenere il boccaglio durante l'immersione potrebbe complicare un'eventuale manovra di rianimazione nel peggiore dei casi. E' sempre opportuno inoltre imparare a togliersi la maschera dal viso negli ultimi metri di risalita (ove la sincope colpisce maggiormente): infatti nel caso sopraggiunga, il contatto dell'aria sul viso, con un po' di fortuna, potrebbe farci riprendere. Questo poichè sotto le cavità oculari vi sono dei chemiorecettori che avvertono la presenza di aria all'esterno e che sono gli stessi che quando infiliamo la testa in acqua fanno partire ciò che è comunemente chiamato &quot;riflesso di immersione&quot; (diving reflex).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;RISALITE TROPPO RAPIDE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro fenomeno che interessa l'apnea è chiamato blood shift; quando ci immergiamo, la pressione aumenta gradualmente, agendo, come una sorta di compressore, sul nostro corpo. Il fenomeno del blood shift comporta una concentrazione del flusso sanguigno a livello polmonare; così facendo viene impedito lo schiacciamento della gabbia toracica sui polmoni e quindi il loro collassamento. Al contrario, quando risaliamo, il flusso sanguigno viene gradualmente riequilibrato. Questo fenomeno comporta soprattutto un grande sforzo da parte del cuore, che permette questo meccanismo di compensazione con la pressione subacquea. Tale meccanismo potrebbe però incepparsi nella fase di risalita; infatti, nella fase di discesa, viene interessata maggiormente la parte destra del cuore, che è più elastica e sopporta maggiormente lo sforzo. Nella fase di risalita è interessata maggiormente la parte sinistra del cuore, meno elastica e quindi meno tollerante: una risalita troppo veloce potrebbe portare all'innesco di alcuni problemi di insufficienza sanguigna, che sfocerebbero nel verificarsi di una sincope. Per questo è importante, nella pesca subacquea, non eccedere mai oltre i propri limiti; bisogna calcolare i tempi. Rimanere a profondità elevate troppo a lungo comporterebbe una salita rapida che potrebbe dimostrarsi molto pericolosa. Perciò è importante conoscere a fondo le proprie possibilità, farsi assistere magari da un amico o comunque pescare in coppia (per avere una persona che ci salvi in caso di pericolo) e pensare sempre che è stupido rischiare per un pesce, anche se fosse il più grosso mai visto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;LA ROTTURA DEL TIMPANO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno degli altri pericoli a cui il pescatore subacqueo può andare in contro è lo sfondamento della membrana timpanica, o comunque la sua lacerazione. C'è poco da dire su questo argomento, tranne che spesso tale evento si manifesta a seguito di una cattiva compensazione. Questo incidente può costituire pericolo, in quanto comporta la perdita del senso dell'orientamento; solo una buona dose di sangue freddo e di esperienza può darci la concentrazione necessaria per raggiungere la superficie.</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=312#312</comments>
                                        <author>marco52</author>
                                        <pubDate>29 Gen 2012 11:34:24</pubDate>
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                                      </item>
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                                        <title>NELLE ARENE ROMANE - I GLADIATORI</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=311#311</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=19'&gt;Talos&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 22 Gen 2012 14:48:59&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;img src=&quot;http://www.mailmodel.com/foto/SH90015.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Il Sannita –&lt;/span&gt; E’ la specialità più antica e deriva il suo nome dai temibili nemici di Roma. E’ un gladiatore di tipo pesante, con elmo a calotta con o senza cimiero, è protetto solo da un grande scudo rotondo o rettangolare, perché il torace nella maggior parte dei casi è indifeso, e da uno o due schinieri. La sua arma è un corto gladio o una lancia. Già sotto Augusto questa specialità è abbandonata sostituita dall’Oplomaco e dal Secutor.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.michtoy.com/michtoy/WHM90017.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;L’Oplomaco –&lt;/span&gt; Il suo nome deriva dal grande scudo di origine greca, l'Oplon, con cui si proteggeva. La gamba sinistra era difesa da un’Ocrea e l’elmo era maestoso, per ingigantire e rendere più terrificante il gladiatore che apparteneva alla categoria pesante e, armato di corto gladio, combatteva sempre contro un leggero Trace: eco delle guerre tra gli opliti greci e i &quot;barbari&quot; traci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://farm1.static.flickr.com/231/508241861_2cc35f052d.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Il Secutor –&lt;/span&gt; E’ l’antagonista del Reziario: e si distingue per l’elmo liscio e tondeggiante che non offre appiglio alla pericolosissima rete dell’avversario. Il suo nome deriva probabilmente dall’affilatissimo coltello di cui era armato, la sica. Completava il suo armamento uno scudo convesso di grandi dimensioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.mullens-tom.net/romein/images/gladiator4.JPG&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Il Retiarius –&lt;/span&gt; Probabilmente il più noto tra i gladiatori per il caratteristico armamento: il tridente (fascina) e la rete. Eccezionalmente può avere una lancia. Indossa quasi sempre un cinturone alla vita ed una manica imbottita sul braccio sinistro, però tipico di questa specialità è anche il galerus, uno scudo posto sulla spalla sinistra che protegge la testa ed il collo.&lt;br /&gt;
Tenta di avviluppare l’avversario, che è sempre un Secutor od un Murmillo, con la rete e se non vi riesce la recupera con una cordicella: se invece il lancio ha successo allora il colpo risolutivo è inferto con il tridente o con una spada corta.&lt;br /&gt;
Il suo rango tra i gladiatori è probabilmente basso: è un gladiatore leggero e di armamento incompleto, dovevano farne parte, comunque, gladiatori molto ambiziosi, perché i loro successi contro più quotati gladiatori pesanti non mancano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://m2.paperblog.com/i/65/656709/vicarius-il-trace3-L-hJB4lo.jpeg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Il Trace –&lt;/span&gt; Questo gladiatore di categoria leggera compare per la prima volta al tempo di Cicerone ed era molto apprezzato dai tifosi. Si proteggeva con un piccolo scudo rotondo o quadrato, con una manica al braccio destro e con due ocrae alte e vistose, come pure vistoso è l’elmo decorato con piume. L’arma del Trace è quasi sempre una spada corta a lama curva o angolata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.aulicinomodellismo.com/73-115-thickbox/gladiatore-romano-mirmillone-.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Il Mirmillone – &lt;/span&gt;Forse nato come avversario del Reziario (“murma” il nome latino di un pesce di mare), questa specialità pesante si evolve come nemico del Trace o di un altro Mirmillone: cosa abbastanza insolita, perché i romani amavano il confronto tra il “Grande” e il “Piccolo”. E’ armato di una lunga “spatha” e si protegge con un grande scudo gallico e con un elmo a calotta decorato di piume. Forse ha sul petto una piastra con l’immagine di un pesce che completa la metafora del suo combattimento contro il Reziario.</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=311#311</comments>
                                        <author>Talos</author>
                                        <pubDate>22 Gen 2012 14:48:59</pubDate>
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                                      </item>
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                                        <title>DOLCI</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=310#310</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=5'&gt;Lady D&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 21 Gen 2012 15:27:47&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      Subito dopo l'Epifania è già Carnevale per la tradizione fiorentina. Le pasticcerie e gastronomie offrono già la tipicità di questo periodo, la Schiacciata alla Fiorentina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Premesso che i pasticceri sul territorio NON forniscono MAI la vera ricetta o meglio i trucchi per una preparazone similare a quella che si acquista presso di loro, trascriverò una ricetta con ingredienti di base per confezionare una schiacciata di tutto rispetto. Non è affatto difficile ottenere un discreto prodotto con ingredienti davvero semplici e diffusi, ma, ripeto, la difficoltà sta nella preparazione e lievitazione. Quella dei pasticceri professionisti ha una pasta spugnosa (che ricorda quella dei babà) e viene lievitata più volte e quindi con tempi di realizzazione più lunghi di quella della versione &quot;casalinga&quot;. Altrimenti non costerebbe così tanto nelle pasticcerie!  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ingredienti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
250 gr farina&lt;br /&gt;
150 gr zucchero&lt;br /&gt;
1 uovo&lt;br /&gt;
1 arancia (succo e buccia grattata)&lt;br /&gt;
10 cucchiai di latte&lt;br /&gt;
4 cucchiai di olio&lt;br /&gt;
1 bustina di lievito per dolci&lt;br /&gt;
1 bustina di vanillina&lt;br /&gt;
zucchero a velo per la copertura&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Montare l'uovo con lo zucchero, aggiungere l'olio, il succo e la scorza d'arancia, il latte, e incorporare adagio la farina, il lievito e la vanillina.&lt;br /&gt;
Versare l'impasto in una teglia ASSOLUTAMENTE rettangolare imburrata ed infarina e cuocere a forno a 180° per 25 min. o finchè il dolce non avrà assunto un colore arancio dorato.&lt;br /&gt;
A cottura ultimata cospargere il dolce di zucchero a velo.&lt;br /&gt;
La tradizione fiorentina pone al centro il disegno del Giglio che si ottiene con il cacao zuccherato.&lt;br /&gt;
Per i più golosi la schiacciata può essere farcita con panna o crema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.ideericette.it/wp-content/uploads/2009/07/Particolare-schiacciata-alla-fiorentina-450x300.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;</description>
                                        <comments>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=310#310</comments>
                                        <author>Lady D</author>
                                        <pubDate>21 Gen 2012 15:27:47</pubDate>
                                        <guid isPermaLink="true">http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=310#310</guid>
                                      </item>
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                                        <title>LA GUERRA DI TROIA 3</title>
                                        <link>http://marco52.mastertopforum.net/viewtopic.php?p=309#309</link>
                                        <description>&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Autore:&lt;/b&gt; &lt;a href='http://marco52.mastertopforum.net/profile.php?mode=viewprofile&amp;amp;u=19'&gt;Talos&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;b&gt;Inviato:&lt;/b&gt; 21 Gen 2012 13:52:18&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
                                      &lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Gli anni della guerra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La battaglia, secondo la descrizione lasciataci da Omero, era interpretata come una sfida tra i re o gli eroi delle due fazioni, quindi le truppe di soldati semplici avevano un ruolo del tutto marginale. Le sorti della battaglia (ne sono esempio Patroclo, Achille e Ettore) erano nelle mani dei guerrieri di alto rango, a cui Omero aggiunge talvolta l'aiuto delle divinità. Di sicuro era un grande vanto spogliare il nemico ucciso nel duello delle sue armi, e portarne il cadavere dietro le proprie linee. Ma accanto all'onore della vittoria, vi era l'orrore della brutalità alla quale i corpi dei nemici venivano sottoposti. Non sono rari i casi di mutilazione di corpi (come scrive lo stesso Omero) e spesso, al termine delle battaglie, le salme dei vincitori erano oggetto di onoranze funebri mentre quelle degli sconfitti venivano lasciate preda di animali selvatici. Un fatto sicuro è che parte dell'Iliade non convince del tutto. Da come ne parla Omero, lo scontro/battaglia decisiva era stata l'ultima di una campagna durata ben dieci anni. Ma le battaglie, per come erano intese in epoca antica, erano mischie furibonde in cui i rapporti di sangue erano più importanti dell'organizzazione e della disciplina, destinate quindi a risolversi con enormi perdite da tutti i fronti combattenti. Quindi risulta  molto improbabile la tesi dei dieci anni di battaglie. Sarebbe sicuramente più logico affermare che i dieci anni siano passati tra imboscate, scorrerie, assedi e stratagemmi  politici sviluppati in maniera ciclica nell'arco di più anni (in questo caso dieci). Secondo questa tesi, l'aggressore greco armava navi e truppe per una spedizione, quindi, una volta raggiunta la meta innalzava accampamenti e fortificazioni provvisorie sempre vicini alla foce dei fiumi assicurandosi acqua a volontà. A questo punto gli invasori si potevano dedicare ad altri &quot;interessi&quot;: le rapide scorrerie con le quali si procuravano mandrie, schiavi e scorte di sementi da utilizzare per l'inverno; i saccheggi navali che permettevano di rifornirsi delle merci trasportate per mare; ed infine con astute infiltrazioni si garantivano informazioni e talvolta anche delle alleanze. Quando la posizione era divenuta abbastanza potente e si erano ottenute abbastanza informazioni sul nemico si potevano inviare i bottini alla madrepatria e ricevere gli adeguati rinforzi per tentare un attacco. In considerazione di questa &quot;tattica d'assedio&quot;, l'elemento locale avrebbe dovuto reagire con grande prontezza e affrontare da subito il nemico, prima che acquistasse troppo potere. In caso contrario l'aggressore, nel volgere di pochi anni, avrebbe aumentato il suo potere militare, economico e politico tanto da soppiantare i locali costringendoli in ristretti spazi fino a sottometterlo del tutto. La reazione Troiana non fu certo dolce: il disfattismo e la delusione erano emersi più e più volte nelle truppe e nei comandanti greci; tanto che gli Achei sarebbero tornati in patria se non fosse stato per l'astuto intervento di Ulisse con la sua formidabile idea del cavallo. In proposito a quest'ultimo argomento cosa fosse realmente il famoso cavallo di Troia (e che cosa rappresentasse realmente Elena) rimane un mistero a cui non si è ancora data una risposta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Il campo di battaglia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La piana descritta da Omero è solcata da due fiumi, il Simoenta e lo Scamandro. I due fiumi in oggetto si riuniscono e sboccano quindi nel mare alla destra dell'accampamento greco.&lt;br /&gt;
Il campo greco è protetto da un fossato e da un muro; mentre le navi sono tirate in secco, ordinate su tre linee e distaccate dalle tende. La tenda di Achille è situata all'estrema sinistra del campo greco, nel punto più lontano dalla foce del fiume e quindi meno protetto dal terreno.&lt;br /&gt;
Troia è situata in lontananza. Ai suoi fianchi i letti dei due fiumi, mentre la piana antistante è costellata dalle tombe di personaggi come Ilo il fondatore, o della prima regina delle amazzoni, che secondo una leggenda pochi anni prima era intervenuta a favore di Troia.&lt;br /&gt;
Nell'Iliade si narra che vi furono una serie di combattimenti intervallati da preghiere, consigli di guerra, pattuglie notturne, duelli e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Ecco le fasi salienti dello scontro:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli eserciti si schierano per affrontarsi sotto le mura di Troia. Al primo impatto frontale, i Greci, privi di Achille che ha deciso di non partecipare alla battaglia (vedi la parte dedicata ad Achille), cominceranno ad indietreggiare verso il fiume Scamandro inseguiti da Ettore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.arsbellica.it/pagine/antica/Troia/troia2.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I greci continuano a ripiegare inseguiti dai troiani, fino a quando tentano lo scontro in prossimità del muro da loro eretto come difesa per l'accampamento e le navi. I troiani, riorganizzatisi in cinque schiere (lo schieramento primario era a sciame), hanno comunque il sopravvento e, attraversato il muro, sfondano fino ad arrivare alle navi degli invasori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.arsbellica.it/pagine/antica/Troia/troia3.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si crea così una mischia davanti alle navi. I greci premono e sfondano sul lato sinistro dei troiani ma Ettore, con l'aiuto di Apollo, si fa breccia da destra. Organizzata la controffensiva, riesce a riportare il combattimento fino alle navi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.arsbellica.it/pagine/antica/Troia/troia4.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Patroclo, vestitosi delle armi di Achille, giunge in soccorso dei greci ormai quasi sopraffatti. I troiani credendolo Achille, ingannati dalle armi, fuggono inseguiti fin sotto le mura di Troia. Nella nuova mischia Ettore uccide Patroclo e si veste delle armi che furono di Achille. I greci si ritirano nuovamente verso lo Scamandro inseguiti da Ettore. Achille, avvertito della morte dell'amico, interviene nella battaglia, la sua rabbia è incontenibile e i troiani sono presto costretti a guadare al contrario il fiume appena attraversato. Lo spirito del fiume nel frattempo disgustato dal sangue versato dai troiani per causa di Achille, provoca una piena che rallenta l'avanzata greca e permette ai troiani di ritirarsi entro le mura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.arsbellica.it/pagine/antica/Troia/troia5.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'unico che rimarrà fuori sarà proprio Ettore, egli perderà il duello con Achille e il suo corpo sarà oggetto di scempio da parte dell'eroe greco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.arsbellica.it/pagine/antica/Troia/troia6.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;La ditruzione e il seguito...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Iliade si conculde quindi con la restituzione del cadavere di Ettore, da parte di Achille, al padre Priamo; saranno leggende successive che racconteranno della morte dello stesso Achille, ma soprattutto della distruzione di Troia da parte dei greci tramite lo stratagemma del cavallo escogitato da Ulisse, che aprendo le porte della città agli invasori gli permetterà il saccheggio e la successiva distruzione della città-fortezza. Ma soprattutto alla fine diverranno collegate altre grandissime opere della letteratura antica come quella riguardante il ritorno a casa di Ulisse, l'Odissea, o la fuga di Enea verso una nuova patria (a cui si fanno risalire le origini di Roma), l'Eneide, o ancora la vicenda di Agamennone, ucciso dalla moglie Clitemnestra e dall'amante Egisto e la successiva vendetta del figlio del re Oreste, che ispirerà una delle più grandi tragedie del teatro Ateniese: la trilogia dell'Orestea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Heinrich Schliemann (1822-1890)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Schliemann, nato da un umile famiglia tedesca, riuscì con gli sforzi di tutta una vita a mettere da parte una notevole fortuna e iniziare a realizzare il sogno che conservava sin dalla più tenera età: quello di ridare vita agli eroi di Omero. In realtà non fu il primo a capire che gli scavi dovevano essere effettuati sulla collina di Hissarlik, nell'attuale costa occidentale Turca. Già da tempo l'ipotesi che su quella collina, in mezzo alla piana alluvionale dei famosi fiumi Scamandro e Simoenta, sorgesse l'antica Ilio. Le mura trovate sul primo strato risalgono al 3000 a.C., mentre gli altri strati si accumularono per quindici secoli senza grandi mutamenti. Nel 1880 Schliemann si convinse di aver trovato la vera Troia: in realtà era soltanto il 3° strato, ma grzie all'aiuto di un archeologo professionista, Dorpfeld, gli scavi continuarono. Dopo la morte dello stesso Schliemann, avvenuta nel 1890, Dorpfeld continuò gli scavi da solo arrivando a trovare le fortificazioni di Troia VI. Ma è soltanto grazie all'intervento delle università di Cincinnati, Blegen,Caschey e Semple che oggi possiamo dare una storia e una datazione a quella collina:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;http://www.arsbellica.it/pagine/antica/Troia/troia7.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Troia I - (3000-1800 a.C., civiltà egea del bronzo)&lt;/span&gt;, che posa direttamente sulla roccia e fu fortificata fin dalle origini per la sua importanza strategica e politica, distrutta da un incendio, viene ricostruita in Troia II anch'essa abbattuta da un incendio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Troia III-V - &lt;/span&gt;tutte costruite in pietra mentre le mura delle precedenti erano in mattoni crudi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Troia VI - (1800-1300 a.C., media e tarda età del bronzo)&lt;/span&gt; Il sito si trasforma in una fortezza arrivo degli Indoeuropei e del cavallo; i due tedeschi credettero che questa fosse l'Ilio narrata da Omero, in realtà questa fortezza non fu distrutta da un incendio bensì da un terremoto e poi si sviluppò in...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Troia VIIa - (1300-1200 a.C.)&lt;/span&gt;, che fu distrutta dal fuoco forse proprio in seguito all'invasione achea. Della guerra narrata da Omero non se ne ha la certezza, ma tracce d'assedio e di uccisioni violente furono trovate dappertutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Troia VIIb -&lt;/span&gt; Ricostruita ancora fu abbandonata verso il 1100 a.C.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Troia VIII - (700-300 a.C.)&lt;/span&gt;: nuovo periodo di prosperità. Fu distrutta nel 86-85 a.C. per aver parteggiato per Silla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Troia IX - (50-47 a.C.)&lt;/span&gt; Ricostruita forse da Cesare e da Augusto nasce Ilium Novum nella quale verrà eretto un grandioso tempio ad Atena, visitato in seguito dall'imperatore Giuliano (IV secolo d.C.). Da qui in poi la storia tace.</description>
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                                        <author>Talos</author>
                                        <pubDate>21 Gen 2012 13:52:18</pubDate>
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